A cura di Serena Anastasi
Il mese scorso si è svolto il seminario “Women Empowerment - Potenziare l'emancipazione femminile per costruire un futuro migliore per tutti”
Un evento fortemente voluto dall’attuale direttivo, e in particolare da Eliana Lattes, giovane socia, che ha curato l’organizzazione dell’evento, reso possibile grazie al contributo dell’Otto per Mille Valdese. Diverse le ospiti che sono intervenute per fornire alle presenti, circa una ventina, uno spaccato delle sfide che fronteggiano oggi le donne in Europa e nel mondo.
La giornata di sabato 22 febbraio, riservata alle socie, quale attività di team building per rinforzare i rapporti e consolidare il gruppo di lavoro, è cominciato con i saluti della Presidente Gigliola Belforte, la quale si è dichiarata molto contenta di questa opportunità di confronto - necessario - fra generazioni, che ha visto il coinvolgimento di socie storiche e di più recente affiliazione, in presenza e online, dai centri di Roma, Torino, Pinerolo e Torre Pellice.
Il primo intervento è stato quello di Maria Grazia D’Ascanio, Segretaria nazionale, online da Roma, che ha fornito una panoramica della storia dell’associazione, in Italia e nel mondo. Il suo intervento è terminato con un’esortazione all’unità e alla cooperazione con le YWCA nel mondo, quale elemento di forza per continuare con motivazione il lavoro in favore delle donne.La mattinata è entrata nel vivo con gli interventi di Lidia Re e Paola Valentini, architette, che hanno fornito un’accurata panoramica dei lavori di ristrutturazione e di efficientamento energetico in corso presso i foyer di Torino e di Roma. I lavori, che stanno seguendo personalmente, sono possibili grazie al Superbonus 110, la nota misura volta a favorire interventi di natura edilizia attraverso detrazioni e rimborsi. Le ristrutturazioni dovrebbero terminare in estate a Torino e in autunno a Roma.
La socia Nica Mammì ha concluso la mattinata con un invito rivolto alle presenti a riflettere su quali valori e quale sia la motivazione condivisa che oggi animano il lavoro di volontariato organizzato e promosso dalle socie, ricordando la crisi profonda che da anni vive il terzo settore (il reperimento di fondi, la crisi del volontariato) e che minaccia la stabilità della stessa YWCA. Nica ha infine sottolineato il valore sociale che va riconosciuto al rinnovamento delle strutture, beni preziosi in periodo storico in cui l'accesso alla casa, a Torino, come a Roma, è fortemente in crisi e le politiche pubbliche in materia sono inadeguate.
Nel pomeriggio si è tenuta un’attività laboratoriale condotta da Simona Capello, psicologa del lavoro e dei gruppi. Le esercitazioni, finalizzate ad una riflessione sulle relazioni e le aspettative che ognuna ripone nelle altre, ci ha condotto ad esplorare i desideri e i bisogni soddisfatti attraverso l'impegno associativo. L'attività centrale è stata un role-play (“gioco di ruolo”) in cui le partecipanti, mettendosi nei panni di viaggiatrici sopravvissute a un atterraggio di emergenza in Amazzonia, hanno dovuto ordinare degli oggetti in base alla loro utilità per la sopravvivenza e il salvataggio. Questa simulazione ha stimolato il confronto su priorità, strategie e obiettivi comuni, permettendo alla psicologa di osservare dinamiche comunicative e collaborative. Al termine, è emersa una preziosa riflessione sull'importanza di comprendere le ragioni che sottendono le azioni, con l’invito a non perdere di vista la mission di YWCA, ossia gli obiettivi che l’organizzazione si prefigge.
Domenica 23 febbraio, giornata di formazione aperta al pubblico, incentrata sui temi su cui opera YWCA, vi sono stati alcuni interventi di professioniste di settori differenti, che hanno condotto le presenti ad una riflessione sul mondo contemporaneo.
Franca Mina (nella foto in alto), avvocata penalista e componente del consiglio direttivo del Forum Donne Giuriste, ci ha parlato di violenza sulle donne. Mina, esperta nella tutela delle vittime di violenza, ha analizzato le problematiche giuridiche in cui le donne incorrono, in particolare quelle che cercano di emanciparsi da un partner violento. Ha descritto le diverse forme di violenza (non solo quella fisica, ma anche quella psicologica ed economica), e ha sottolineato le difficoltà legali nell'affrontarle. L’avvocata ha inoltre sollecitato una riflessione sul cambiamento culturale necessario per superare una mentalità patriarcale, evidenziando come molte donne ancora oggi fatichino a concepirsi al di fuori del ruolo familiare tradizionale. La violenza, infatti, è anche il frutto di una società che non supporta pienamente l'autorealizzazione femminile.
Con Esohe Aghatise, avvocata e fondatrice di IROKO, online dall’Inghilterra, è stato affrontato il fenomeno della prostituzione e della tratta, con un focus particolare sulle donne nigeriane. Aghatise ha spiegato che la tratta a scopo sessuale è spesso il risultato di violenze strutturali, povertà, e assenza di alternative per le donne, e in particolare quelle migranti. Il reclutamento avviene attraverso reti criminali che sfruttano la vulnerabilità delle donne, che vengono ingannate da promesse di un futuro migliore in Europa. La tratta è un processo complesso, in cui le vittime, legate da debiti elevati, vengono costrette a lavorare per saldare il loro conto, spesso sotto la minaccia di riti voodoo. Aghatise ha sottolineato l'importanza di riconoscere la coercizione dietro alla presunta "autodeterminazione" di chi, anche fra le giovani donne europee, si occupa di lavoro sessuale (sex work). Sebbene alcune lo scelgano per motivi personali o economici, molte di loro lo fanno a causa di una combinazione di fattori che limitano le loro prospettive professionali e di vita, di fatto un sistema che nega loro l'accesso a opzioni più dignitose, piuttosto che come una vera espressione di libertà personale.
L’ultimo intervento è stato quello di Gabriella Tanturri, medica otorinolaringoiatria, specializzata in Medicina e Salute di Genere presso l’Università degli Studi di Firenze, che ci ha fornito una panoramica delle ragioni per le quali è necessario adottare un approccio di genere alla medicina e alla cura. Tanturri ha sottolineato l’importanza di considerare le differenze di genere per creare percorsi preventivi, diagnostici, terapeutici e assistenziali specifici per ciascun sesso. Ha poi spiegato che in Italia la medicina di genere ha guadagnato attenzione negli ultimi anni, ma la sua diffusione è ancora limitata e molto disomogenea (nonostante l’approvazione nel 2019 del Piano Nazionale della Medicina di Genere). Anche in Europa la sua applicazione varia notevolmente tra i Paesi e la sfida comune è quella di garantire una formazione adeguata per i professionisti, sostenuta da politiche sanitarie adeguate, che rispondano alle differenze di genere e ai bisogni di cura delle donne.
La giornata si è conclusa con una discussione pomeridiana sui tanti temi affrontati al seminario. Tutte le presenti hanno manifestato grande soddisfazione verso tale opportunità di incontro plenario, ci siamo salutate con la raccomandazione di rivederci il prossimo anno.